Capicchioni: dal primo gol in Nazionale ad un presente rossonero “in famiglia”

Gli appassionati di futsal sammarinese hanno ancora bene impresse nella mente le immagini di Varna, dove la Nazionale ha tagliato in rapida sequenza alcuni storici traguardi, il più importante dei quali è senz’altro il passaggio del turno con accesso allo spareggio play-off. È finora il punto più alto di un tragitto iniziato nove anni fa, quando la Nazionale faceva il suo debutto ufficiale in campo internazionale disputando, a Tampere, le qualificazioni al mondiale 2012.

©FSGC | Gabriele Capicchioni in biancoazzurro nell’amichevole del dicembre 2010 contro Montenegro

Quella squadra, allenata dal CT Luciano Mularoni, disputò contro Cipro la prima delle tre partite in programma. E se non arrivò il risultato, arrivarono però due storici gol. Il primo fu di Gabriele Capicchioni, che ai tempi giocava nel Tre Fiori e che prese parte a quella spedizione non proprio giovanissimo. Tuttavia, la carta di identità non gli impedì di prepararsi a quell’appuntamento con l’impegno, la determinazione e l’emozione di un ragazzino. Sono sincero: all’età di 44 anni ormai non mi aspettavo più una convocazione in Nazionale. Ho cercato di prepararmi al meglio sia mentalmente che fisicamente, e tutto questo mi ha premiato nel corso del torneo. Il mio gol ci permise di andare momentaneamente in vantaggio, cosa che non ci aspettavamo: questo rese il tutto ancora più emozionante.” 

 

Interessante anche capire quale fosse il clima che si respirava all’interno della squadra in un periodo, per dir così, “pionieristico” per i nostri portacolori. “C’era una bellissima atmosfera nello spogliatoio – ricorda Capicchioni – Eravamo tutti amici che ridevano e scherzavano tra di loro, senza stare troppo a pensare a quello che sarebbe venuto di lì a poco. Ovvio, non per questo prendevamo sotto gamba l’impegno: al contrario, ci impegnavamo sempre al massimo, dando il meglio di noi stessi in ogni allenamento.”

Come molti giocatori di futsal di casa nostra, anche Gabriele aveva alle spalle un passato trascorso calciando un pallone diverso da quello a rimbalzo controllato. “Per tanto tempo ho giocato a calcio. Poi, all’età di 40 anni, ho deciso di passare al futsal. Mi sono trovato subito a mio agio, trasferendo in questo sport la stessa passione che mettevo in quello precedente.”

©FSGC | Capicchioni con la maglia e la fascia da capitano del San Giovanni

Anche per ragioni di età, la carriera di Gabriele in Nazionale si concluse con quell’esperienza finlandese. Eppure la passione non si esaurì lì. Tanto che, a 53 anni, il centrale attualmente in forza al San Giovanni è ancora attivo sui campi da calcio a 5 di San Marino. “Dopo quella bellissima esperienza in Nazionale lasciai spazio ai più giovani. Da due anni a questa parte gioco nel San Giovanni Futsal: oggi come allora cerco sempre di dare il massimo negli allenamenti e nelle partite. Anche se, complice l’età, ormai il mio desiderio principale è quello di divertirmi.”

Peraltro, quest’anno Gabriele è parte di una situazione che nel futsal, e nello sport in generale, è più unica che rara: padre e figlio compagni di squadra. “Durante allenamenti e partite io tratto mio figlio Andrea come qualunque altro compagno di squadra, o amico. Certo, considerata la situazione, mi permetto anche di dargli qualche consiglio in più. E non nego che ogni tanto qualche incomprensione tra di noi sorga, ma credo che tra padre e figlio sia normale che questo avvenga.”

E comunque, pur avendo superato i 50, Gabriele non sembra avere alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Anzi, alla domanda relativa al suo futuro sui campi da gioco, la risposta è immediata e decisa: “Continuare? Certo che sì. Anzi, non vedo l’ora di tornare sul campo.”

Un sentimento senz’altro facile da condividere. Specialmente di questi tempi.


FSGC | Ufficio Stampa

 

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