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  CAILUNGO  
 
Dopo Libertas e San Giovanni, la 3° e ultima società del Castello di Borgo Maggiore nasce nel 1974. E' un regalo di alcuni padri ai loro figli. Fino ad allora, i ragazzi del posto giocavano sparsi per la Repubblica, soprattutto nella Libertas e nella Virtus. Il loro desiderio più grande era quello di formare insieme un unica squadra per poter difendere i colori di casa. Aldo Gasperoni, Mario Rondelli, Virgilio Mularoni accontentarono i figli nel Giugno del 1974. Promotore della nuova avventura è Aldo Gasperoni appoggiato da Giancarlo Felici. Aderisce alla fondazione anche l'italiano Mario Rondelli, titolare del bar dove nasce l'idea della fondazione della nuova società. Il suo locale viene adottato temporaneamente come sede sociale. Felici è il Presidente della neonata società. Rimarrà in carica per un solo anno.
Il rosso e il verde come colori sociali sono decisi per distinguersi dal resto delle squadre sammarinesi, ma il rosso vuole anche ricordare il 1° Maggio, la Festa dei Lavoratori. Per lo stemma sociale bisogna aspettare 10 anni, viene disegnato solo negli anni '80: è un pallone (il motivo della fondazione della società) che contiene i simboli di altri sport in rappresentanza dell'attività polisportiva.

 COSMOS 
 
Il Cosmos è l'ultimo nato del calcio sammarinese, ma gli intenti sono subito ambiziosi e ad 1 anno dalla fondazione si aggiudica la Coppa Titano, immediatamente bissata la stagione successiva. Il nome viene deciso ad un tavolo del ristorante "Da Mino": si sceglie il nome della squadra dove il brasiliano Pelè ha concluso la sua inarrivabile carriera: il Cosmos di New York. Anche i colori sociali sono un tributo a "O Rei"; giallo-verde come i colori della Selecao, la Nazionale Braziliana, e giallo-verde come i colori dello stesso Cosmos. Lo stemma sociale, invece, è mutuato più semplicemente dal simbolo del Castello di Serravalle. Il Cosmos nasce in contrapposizione alla più antica e importante società di Serravalle, la Juvenes, da un gruppo di calciatori che nella Juvenes non trovavano spazio. Sono tanti i giocatori di rilievo che aderiscono alla nuova avventura.... su tutti, il 1° calciatore professionista del calcio sammarinese, Dante Maiani. Proprio lui diventa ben presto l'allenatore-giocatore simbolo del Cosmos

  DOMAGNANO  
 
Fino al 1966 il Castello di Domagnano non aveva potuto allestire una propria squadra. Ci riesce anche grazie allo "sconfinamento" di Marcello Casadei e Cesare Simoncini che arrivano dal San Giovanni. I 2, unitamente a dei locali, fondarono il Domagnano. Per i colori sociali non si fanno voli di fantasia, si prendono in prestito i colori del Castello. Duri i primi tempi e difficili i primi passi della neonata società, fino a quando non appare una figura che si rivelerà importantissima per la società: il commendatore Paolo Boccalatte, un imprenditore italiano, originario di Parma, residente a Domagnano. Anche lui ha la passione del pallone e sarà proprio il Boccalatte a mettere a disposizione la prima sede sociale, ricavata al piano terra della sua abitazione.
Cambia tutto negli anni '80. Protagonisti della svolta il Presidente Giardi Giorgio, in carica dal 1985 al 1993, e il Segretario Renzo Casadei, in carica dal 1980 al 1994. Con la Libertas, il Domagnano è la prima società sammarinese a dedicare forze ed energie al calcio giovanile. Pietro Paolini, poi Commissario Tecnico dell'Under 16 sammarinese, è l'allenatore che da oltre 15 anni cura il settore giovanile del Domagnano.

 FAETANO 
 
Il Castello di Faetano è stata una delle prime mete dei calciatori sammarinesi del secondo dopoguerra.
Prima di arrivare alla costituzione di una vera e propria società sportiva, il Castello di Faetano deve attendere la fine degli anni '50.
Nel 1957 arriva il parroco italiano Don Marco Gaspari ed è proprio nel salone della parrocchia che si tennero le prime riunioni di quella che oggi è la Società Calcio Faetano.
Nel 1962, con l'indispensabile sopporto di Don Gaspari, anche il Castello di Faetano ha la sua squadra di calcio ufficiale.
Ormai le sfide infinite con le squadre di Città, Borgo, Serravalle e Fiorentino fanno parte del mito.
Dagli anni '70 in poi, il Faetano si riconoscerà nella figura carismatica di Fabio Gasperoni, capitano, allenatore e Presidente del Faetano, ma anche Presidente della Federcalcio sammarinese dal 1982 al 1984 oltre che selezionato e schierato per la 1° partita ufficiale della Nazionale Maggiore del Titano, giocata nel 1986 contro il Canada.
Nel 1978, Faetano, è fra le sedi scelte dalla Federazione per promuovere la nuova politica del calcio giovanile. Con l'avvento del Campionato Sammarinese, il Faetano recita un ruolo da protagonista aggiudicandosi 3 dei 5 campionati sperimentali che precedono quello ufficiale del 1985/1986, guarda caso vinto proprio dal Faetano.

  FOLGORE  
 
Gli anni '70 per il Castello di Serravalle sono anni di fermento. Nel 1972 anche la frazione di Falciano segue l'esempio di Dogana e la Juvenes si ritrova una seconda società a competere nel castello. Il nome della Folgore viene scelto ricordando una omonima squadra italiana di Ospedaletto degli anni '50, ma c'è anche chi con quel nome ricorda la famigerata divisione divisione dei paracadutisti italiani. I colori sociali, rosso-giallo-nero, sono una sorta di "compromesso storico" fra i militanti e i simpatizzanti politici locali. La società nasce con un chiaro intento di promuovere il calcio giovanile, puntando sui calciatori originari di Falciano. Gabriele Gasperoni (padre dell'attuale portirone della Nazionale Maggiore sammarinese) stila lo Statuto sociale. Il primo Presidente è Giuseppe Ragini. Negli anni, la Folgore cresce in simbiosi con la comunità di Falciano, nasce una Cooperativa e collabora attivamente anche il parroco Don Arzilli. Fiore all'occhiello della società il florido settore giovanile dove sono stati sfornati numerosi nazionali sammarinesi

 JUVENES/DOGANA 
 
Nasce nel 2000 l'ultima società del calcio sammarinese.
La Juvenes/Dogana, società dalla storia recente, nasce però dalla fusione di 2 società che vantano una lunga e ricca storia di calcio sammarinese.
La Juvenes/Dogana disputa oltre al campionato Nazionale Sammarinese anche il campionato italiano di 1° Categoria dalla stagione 1996/97 ad oggi ha come obiettivo quello di salire di categoria.
Nella stagione 2000/2001 riesce a raggiungere il suo obiettivo con il passaggio al Campionato di Promozione.
La Juvenes infatti, 1° tra le Società fondate nel Castello di Serravalle, si chiamava La Castellana.
Già nel 1937 patrecipa alla 1° edizione della Coppa Titano classificandosi al 2° posto dietro la Libertas.
Giocherà il primo torneo Sammarinese con una anonima casacca grigia. Il nome gli viene dal simbolo del Castello di Serravalle. La Castellana riappare alla fine del secondo conflitto mondiale e nel 1950 partecipa alla seconda edizione della Coppa Titano. E' l'ultimo atto della squadra che, con la Libertas, ha caratterizzato gli albori del calcio agonistico Sammarinese. Nel 1953, con l'arrivo a Serravalle del Parroco italiano Don Peppino Innocentini, acceso appassionato di calcio fin da seminarista, nasce la Juvenes. La Juvenes è la indiretta discendente della Castellana. Come già suggerisce il nome latino, la neonata società è subito orientata a dare ai giovani del castello un motivo di incontro conviviale a scopo educativo. A differenza di quasi tutte le Società sammarinesi già nate e che nasceranno, la Juvenes si apre subito ad accogliere tutti i ragazzi della Repubblica, non solo del castello di Serravalle. Segno tangibile sono i colori sociali: il bianco e l'azzurro, i colori nazionali della Repubblica di San Marino. La Juvenes sarà anche la 1° Società Sammarinese ad iscrivere le proprie squadre ai campionati italiani. Dal 1974 al 1976 la Juvenes accetta la fusione con la Serenissima per dare vita alla Associazione Calcio San Marino, compagine espressamente "suggerita" dal Governo per aumentare la competitività del calcio sammarinese nel campionato italiano. Nella Juvenes muoverà i primi passi il più grande calciatore mai espresso del calcio sammarinese: Massimo Bonini.
Il Dogana viene organizzato nel 1970 da un gruppo di ragazzi del luogo, stanchi di avere come unico sbocco calcistico la Juvenes, diventata sempre più competitiva e quindi costretta ad una severa selezione. Il ritrovo abituale era il bar pizzeria "Il Moro" di Dogana. In seguito la comitiva si sposta di pochi metri e sceglie come ritrovo il Bar "Biancorosso", come il bianco ed il rosso sono i colori sociali prescelti. Oltre al calcio, il Gruppo Sportivo Dogana si distingue per la passione per i motori, passione che si riscontra nel primo stemma sociale, dove, con un pallone, una ruota di bicicletta, campeggia un volante da rally.



  LA FIORITA  
 
Con il progetto Gruppi Sportivi Giovanili, sul finire del 1933 nasce una nuova realtà del calcio sammarinese. Nel più piccolo Castello della Repubblica, Montegiardino, prende vita La Fiorita.
Il nome prende spunto dallo stemma del Castello. E' una delle 4 formazioni che fra l'Aprile e il Giugno del 1937 danno il via alla 1° edizione della Coppa Titano. Allo storico appuntamento la compagine di Montegiardino si presenta con la casacca gialla, colore che abbinato al blu risulta a tutt'oggi fra i colori sociali della società. Nell'occasione è poco fortunata, si classifica all'ultimo posto con un totale, alla fine della competizione di soli 2 punti.
E' una parentesi che si chiude con l'avvento del 2° conflitto mondiale.
Nei primi anni del dopoguerra a Montegiardino c'è un timido ritorno al calcio giocato, ma la Fiorita è solo un ricordo.
La Fiorita riaffiora nella seconda metà degli anni '60, quando giocare al calcio nella piazza di Montegiardino era diventato un azzardo, una continua sfida con i carabinieri di turno pronti a sequestrare il pallone.
Nell'inverno del 1966, presso il Circolo Ricreativo di Montegiardino, un gruppo di giovani decide di far rivivere l'antica squadra del Castello. Nell'aprile del 1967 18 soci fondatori rispolverano il nome ed i colori sociali della Fiorita e la rifondano con tanto di Statuto Sociale. Fra questi ci sono: il futuro Presidente della Federcalcio, Giorgio Crescentini, l'attuale Direttore Organizzativo della Federazione, Romeo Casadei che nell'occasione viene eletto Presidente e manterrà l'incarico per ben 26 anni.
20 anni più tardi La Fiorita con Bruno Albani in panchina, entra nella storia del neonato Campionato Sammarinese come la 1° squadra capace di infilare il tris scudetto (Campionato, Coppa Titano e Trofeo Federale).

 LIBERTAS 
 
Il 1928 è l'anno cruciale per il calcio sammarinese, in pochi mesi prendono vita le 3 società guida del Paese: Tre Penne, Libertas e Juvenes. Solo la Libertas però manterrà negli anni il nome e la continuità della sua storia. La Società di Borgo Maggiore viene fondata il 4 Settembre del 1928, una data da ricordare perchè la indica come la società sportiva più antica della Repubblica e a Borgo Maggiore, nei primi anni '30, nasce il campo "Sotto il Monte" dove si disputeranno le prime edizioni della Coppa Titano. Nel giugno del 19837 la Libertas si aggiudica la 1° edizione della Coppa Titano.
Fra i calciatori che hanno indossato la maglia rosso granata, che fin dalla fondazione distingue la società, tante giovani promesse del calcio sammarinese, futuri presidenti della Federcalcio e del CONS, tecnici della Nazionale sammarinese, ecc...
Fino al 1961 la Libertas ha dominato incontrastata la Coppa Titano, salvo incappare poi in un periodo di magra durato fino al 1987.
La Libertas ha continuato comunque a distinguersi, e con il Domagnano è stata la prima società sammarinese ad organizzare i tornei giovanili continuati in seguito dalla Federcalcio.
Si ritorna ai successi nel 1988, sotto la guida tecnica di Pier Luigi Parenti (allora Segretario della Federcalcio), la Repubblica entra a far parte degli organi internazionali (FIFA e UEFA). Intanto, nel 1982, il CONS insignisce la Libertas della Medaglia D'Oro al valore atletico e sportivo per i 50 anni di attività: mai prima d'ora una società sportiva sammarinese aveva ricevuto tale onoreficienza.

  FIORENTINO  
 
Nel 1974 il Castello di Fiorentino si arricchisce di una 2° società, ma la vita per il neonato Montevito è subito precaria.
Dopo soli 3 anni, dal 1977 al 1979, il Montevito è costretto ad interrompere l'attività. La Società non scompare dalla geografia del calcio sammarinese, infatti grazie all'intervento del Tre Fiori, negli anni '80, il Montevito ricomincia a partecipare alla Coppa Titano, ma nel 1982 un nuovo stop.
Si riparte con il vento in poppa nel 1984 sempre grazie alle forze nuove arrivate dal Tre Fiori che mirava al rafforzamento della squadra senza tener particolarmente conto delle forze locali.
Nel Montevito trovarono la culla ideale per promuovere una società, ed una squadra, espressione diretta del Castello di Fiorentino.
Traghettatore fra il decennio intercorso dalla 1° fondazione alla riforndazione del 1984, è stato Orlando Faetanini Presidente in entrambe le occasioni.
Dal 1985 al 1994, con a capo il Presidente Valter Sacanna, il Montevito ha trovato la sua stabilità politica, mentre sotto l'aspetto tecnico è stato determinante l'apporto dell'ex centravanti del Tre Fiori, Domenico Pedini.
Semplice la scelta dei colori sociali: il bianco per la purezza, il verde per la speranza.

 MURATA  
 
Una gestazione difficile quella che porta alla luce il Murata nel 1966. Frazione del Castello di San Marino, storicamente vincolata al Castello di Chiesanuova, per anni ha dovuto fare i conti con la più organizzata società della capitale, il Tre Penne. Per questo motivo nei primi anni sessanta, a Murata, nasce prima il Città 2, seguito dal Città , 2 squadre mai ufficialmente riconosciute. La fondazione viene organizzata nei locali dell'Albergo-Ristorante "Da Alfio", dove per qualche tempo sarà ospitata anche la sede sociale. Fra i soci fondatori si distingue Giovanni Battistini, il primo Presidente, rimasto in carica fino al 1973. Fra i fondatori anche Ennio Borgagni, che subentrerà a Battistini alla presidenza nel 1974. I primi colori sociali sono giallo-blu, poi sostituiti con il bianco-nero, colori mantenuti a tutt'oggi, scelta influenzata dalle maglie della Juventus. La squadra, nei primi tempi, viene formata da giocatori che non trovano spazio nel Tre Penne e con la numerosa famiglia Michelotti, forte di ben 11 fratelli.

  PENNAROSSA  
 
2 anni dopo il vicino Murata, il Castello di Chiesanuova costituisce la sua squadra. C'è la volontà di partecipare alla ormai collaudata Coppa Titano e quindi l'esigenza di affliarsi alla Federazione. Fra i promotori anche Sebastiano Ciacci, giovane Segretario della Federcalcio sammarinese con Carlo Casali Presidente, ma sotto l'aspetto economico risulta determinante l'apporto di 2 imprenditori locali, Antonio Bartolini (il 1° Presidente) e Domenico Menghini.
Lo stemma sociale e il nome sono mutuati direttamente dal simbolo del Castello, una Penna Rossa.Il rosso dei colori sociali viene di conseguenza, mentre il bianco rappresenta la purezza.
Negli anni '80 la società perde la sua identità e viene gestita al di fuori dei confini del Castello. E' un momento difficile per il Pennarossa che rischia di interrompere l'attività se non intervenissero gruppi esterni. Prima di Murata e in seguito di Borgo Maggiore. A Murata, Alfiero Vagnini, si impegna a mantenere in vita, in prima persona, il Pennarossa: è Presidente, allenatore e giocatore, recluta i ragazzi che compongono la rosa nei bar. A Borgo si fanno carico del Pennarossa nei primi anni '90 un gruppo di ragazzi che si ritrovano abitualmente al Centro Don Bosco, fra questi l'arbitro Manuel Giusti. Il Pennarossa fa ritorno a Chiesanuova con l'intervento della Giunta di Castello e apre un nuovo ciclo grazie all'intrapprendenza del Presidente Massimo Barbieri e dell'allenatore Sergio Conti.

 SAN GIOVANNI 
 
Nei primi anni del secondo dopoguerra il parroco di San Giovanni Sotto Le Penne, frazione del Castello di Borgo Maggiore, raccoglie i ragazzi del Paese, considerato come il 10° Castello della Repubblica.
Dietro la Chiesa c'è un campetto dissestato, il parroco lo mette a disposizione dei ragazzi a patto che questi si impegnino a renderlo agibile. La sera, invece di ritrovarsi al bar tutti al campo a lavorare alla luce di una lampadina improvvisata. Intanto Don Fedele si premura di trovare le magliette, le prime saranno rosso-nere, e da allora sono rimasti quelli i colori sociali.
Nel 1948 viene fondato il San Giovanni che con i primi anni '50, come la Libertas, può vantare un suo campetto costruito dagli stessi soci fondatori dietro la Chiesa.
Caratteristica peculiare è la gestione autarchica dei giocatori, il San Giovanni nasce con tutti i calciatori originari dell'omonima frazione di Borgo Maggiore. Il calciatore che più si ricorda è Giovanni Battista Guerra, diventato poi Presidente dell'ASA.
Lo stemma sociale abbina come pochi la tradizione alla fantasia. Diviso in 2 parti distinte, nella parte superiore sono bene in vista le "Tre Penne" che denominano il San Giovanni sotto le Penna (i tre picchi del Monte Titano), appunto; nella parte sottostante appare un puma che fa la guardia ad un pallone.
Stemma, anche questo, frutto del lavoro e della fantasia dei soci fondatori.
Nella seconda metà degli anni '50 si verifica una interruzione dell'attività che durerà solo un paio di stagioni, infatti nel 1957 il San Giovanni fa il suo ritorno in campo per non lasciarlo più.

  TRE PENNE  
 
2 mesi dopo la Libertas, l'11 novembre 1928, nella Casa del Fasvio della capitale San marino, nasce, per volere del Segretraio del Partito Fascista Sammarinese, Manlio Gozi, l'Unione Sportiva Titania, presieduta dallo stesso Gozi. Con gli anni '30, l'Unione Sportiva Sammarinese Titania acquista connotati prettamente organizzativi: nasce il primo concetto di Federcalcio e il Titania promuove la formazione di 4 Gruppi Sportivi Giovanili. Direttamente dalle costole del Titania, il 21 agosto 1933, nella capitale, viene formata la Serenissima e come presidente viene nominato Marino Belluzzi. La Serenissima è la squadra che rppresenta la capitale sammarinese nella prima edizione della Coppa Titano del 1937 e i colori sono già il bianco e l'azzurro in seguito ereditati dal Tre Penne. L'esordio è vincente: 2-0 a La Castellana di Serravalle, ma la classifica finale della Coppa li vede poi al 3° posto. La Serenissima si sciglie dopo la guerra. Nel 1952 riparte la Coppa Titano e in lizza ci sono 2 formazioni della capitale, difficilmente riconducibili alla Serenissima.
Nel 1956, per volontà di un gruppo di sportivi del Castello, San Marino ritrova la sua rappresentante calcistica nel Tre Penne che prende il nome dalle 3 guglie del Monte Titano e i colori sociali della Serenissima (bianco e nero.
Curiosamente com'era precedentemente successo ai tempi della Titania, anche il Tre Penne diventa una sorta di rappresentativa sammarinese.Nel 1959, in vista della possibilità di iscriversi al Campionato Regioanle di 2° categorai italiano, ottenuto il riconoscimento dal Comitato Regionale di Bologna della FIGC, il Tre Penne unisce le sue forze con la Libertas. Nasce la Libertas Tre Penne, presieduta dal Direttore dell'Ente Governativo del Turismo, Gian Vito Marcucci. Si mantengono i colori sociali del Tre Penne.
Il risultato è deludente: ultimi.
Interviene la Federazione e dalle ceneri della Libertas Tre Penne nasce la società sportiva Serenissima, oggi San Marino Calcio.
Il primo successo per il Tre Penne arriva ancora sotto forma di rappresentativa sammarinese quando nel 1966 partecipa a Bergonzona (Svizzera) al Torneo Dilettanti dei piccoli Stati. Nella sorpresa generale la formazione sammarienese arriva alla finale e quasi passa inosservata la sconfitta rimediata contro l'Austria.
Nel 1967 vince la sua prima Coppa Titano.
Nel Tre Penne ha mosso i suoi primi passi anche Marco Macina, il primo calciatore sammarinese a vestire la casacca di una nazioanle l'Under 16 italiana che nel 1982 si è laureata campione d'Europa di categotia, ma allora Macina militava già nelle fila delle giovanili del Bologna.

 TRE FIORI 
 
Nel 1949 le attività sportive più in voga nel Castello di Fiorentino erano riunioni di boxe e il ciclismo.
Il calcio si praticava in piazza e le squadre che arrivavano per sfidare i ragazzi di Fiorenino earno le solite formazioni di Città e Borgo Maggiore. Il Tre Fiori, che prende il nome dallo stemma del Castello di Fiorentino, così come i colori sociali (giallo-blu) nasce intorno alla parrocchia di Don Baroni; c'era anche uno sponsor, Gino Ceccoli, commerciante di biciclette.
Don Baroni assiste e collabora ma i veri padri fondatori sono stati altri: i fratelli Bruno e Pio Ceccoli. Quest'ultimo sarà il 1° Presidente del Tre Fiori, e reggerà l'incarico dal 1949 al 1968.
In quanto al campo sportivo, il Castello di Fiorentino è all'avanguardia fin dagli anni '60, quando venne costruito l'Olimpico di Serravalle.
Fino ad allora Fiorentino aveva offerto al calcio sammarinese il campo più agevole ed organizzato dell'intera Repubblica e nel 1968 sarà il 1° campo ad essere munito dell'impianto di illuminazione. Per questo motivo i NAGC (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori) si allenavano a Fiorentino, così come la Serenissima, che disputava il Campionato Italiano di Serie D.
Crescononel Tre Fiori anche i futuri Commissari Tecnici Giorgio Leoni, Giuseppe Canini e Giampaolo Mazza.
Fondamentale nell'ascesa del Tre Fiori il lavoro svolto dal Presidente Pier Marino Canti negli anni '70.
Nella prima metà degli anni '80 una scissione interna permetterà la rifondazione dei "cugini" del Montevito che in un primo momento, per poter continuare l'attività agonistica, erano stati assorbiti dallo stesso Tre Fiori. Gestirà i 2 delicati momenti Pier Luigi Ceccoli, l'attuale Vice Presidente della Federcalcio e Prtesidente del Tre Fiori dal 1975 al 1987.

  VIRTUS  
 
Nel Castello di Acquaviva la prima squadra di calcio compare nella seconda metà degli anni '50: il nome viene mutuato dal latino, Robur (un inno al vigore fisico). Ma con i primi anni '60 arrivano i primi screzi e nel 1964 muore la Robur e le sue divise giallo-nere e dalle sue ceneri nasce la Virtus sotto la spinta del gruppo storico che aveva dato vita alla stessa Robur pochi anni prima. Ancora un nome latino per una squadra che per i colori sociali prende ispirazione dal Venezia, allora formazione della serie cadetta italiana.
Così, idealmente, il verde-nero dello squadrone (che fu) della Laguna venne adottato per la neonata Virtus. Una scelta originale che ancora oggi alcuni fra i soci fondatori ricordano con orgoglio. Lo stemma della società invece prende spunto dai tre alberi che dominano il vessillo che rappresenta il Castello di Acquaviva. Due i crucci che nei primi anni contrassegnano le vicissitudini della Virtus, la scarsa reperibilità di calciatori all'interno del Castello di Acquaviva e gli sfottò coniati dagli avversari che si divertivano ad accostare i calciatori della Virtus alla Centrale del Latte di San Marino che nel Castello di Acquaviva ha i suoi stabilimenti.



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